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PAURA DEGLI ANIMALI

PAURA DEGLI ANIMALI - 02/10/2019

“L'elenco degli animali pericolosi per l'uomo in epoca preistorica fa ridere al confronto dei pericoli che il nostro pensiero è in grado di creare oggi.” 



La paura  è un’emozione, descrive un insieme di pensieri, sensazioni e modificazioni fisiologiche che avvertiamo mentre ci confrontiamo con l’elemento temuto. Le sensazioni fisiche (tachicardia, sudorazione, vertigini, tremore, aumento ritmo respiratorio, aumento della pressione arteriosa, cefalea, dolori addominali, diarrea, analgesia) scatenate dalla paura sono paragonabili a quelle che proviamo durante un giro sulle montagne russe. La differenza è la nostra lettura della situazione: nel primo caso saremo terrorizzati, nel secondo eccitati. 


La paura degli animali è un tipo di fobia specifica con esordio nell’infanzia ed è maggiormente presente nella popolazione femminile (75%-90%). La particolarità di questa fobia specifica è che affonda le sue radici nelle fasi primordiali dell’evoluzione della specie umana: è infatti grazie alla paura di animali pericolosi che l’uomo ha attuato strategie comportamentali di evitamento e fuga che ci hanno permesso di arrivare ai giorni nostri, infatti, i nostri progenitori si scontravano quotidianamente con le fiere per la sopravvivenza quotidiana. Fino al periodo dell’industrializzazione – prima dell’esodo dalle campagne e della costituzione dei grandi centri urbani era più frequente la paura di animali pericolosi, si pensi comunemente ai serpenti, temuti perché pericolosi. La vita cittadina ha portato a nuove forme di zoofobia: attualmente sono diffuse la fobia dei piccioni, quella dei cani e dei ratti, animali temuti non tanto per la pericolosità ma per la loro diffusione capillare.


Fortunatamente le zoofobie solitamente non sono invalidanti a meno che la persona non sia costretta a confrontarsi frequentemente con lo stimolo fobico e solitamente in questo caso le persone chiedono di seguire una terapia.


Le zoofobie più diffuse sono:


Cinofobia: paura dei cani.  I cani possono suscitare terrore in seguito a una cattiva convivenza con loro durante la prima infanzia. I bambini sono facilmente impressionabili, quindi basta un latrato, un comportamento strano del cucciolo, per far vivere loro un trauma che si porteranno dietro nella vita adulta. La cinofobia rispecchia anche il timore di subire un’aggressione, di essere violati. Non dimentichiamo che i cani sono predatori, anche se addomesticati. 


Entomofobia: paura degli insetti.  Il movimento di questi animali è imprevedibile, non controllabile, e per questo può causare il panico. In generale la paura degli insetti come gli scarafaggi, che hanno un aspetto repellente, rappresenta simbolicamente anche il timore di qualcosa di sporco e impuro, portatore di malattie.


Ofidiofobia: paura dei serpenti. La paura dei serpenti deriva da un meccanismo di sopravvivenza evoluzionistico. Quando la terra era dominata dai rettili, i nostri antenati avevano imparato a evitarli e temerli per non essere uccisi, quel timore ancestrale è rimasto del nostro dna e si manifesta nella forma di una fobia.


Ornitofobia: paura dei volatili. È un timore con il quale è davvero difficile convivere e che può rendere la vita un inferno, visto che evitare l’oggetto ansiogeno è quasi impossibile. Ciò che fa scatenare il panico è soprattutto l’incontrollabilità di tali animali e il fatto che possono portare sporco, malattie e infezioni. Il  piccione, ad esempio, suscita proprio questa paura per l’imprevedibilità di movimento, per la sensazione che dà alla persona di essere perseguitata e per il rumore delle ali che sbattono. Inoltre per alcune persone i piccioni sono minacciosi perché portatori potenziali di parassiti e infezioni.




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