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COM'E' UNA PERSONA CHE SI SENTE "IMPOSTORE"?

DISTURBI D' ANSIA - 16/03/2022

"Il successo è il punto di contatto tra la fortuna e l'impegno."

La sindrome dell’impostore è stata associata a caratteristiche psicologiche come l’introversione, la diffidenza, la timidezza, la bassa autostima, la propensione alla vergogna, l'elevato autocontrollo, ovvero la tendenza a monitorare e modificare la presentazione di sé in base ai segnali sociali presenti nella situazione.

Un altro aspetto caratteristico è l’essere motivati principalmente dal desiderio di dimostrare la propria intelligenza perché temono costantemente di essere “smascherate” nella loro vera natura: qualsiasi prova diventa fonte di angoscia perché potrebbe essere la decisiva per decretare l’attesa e irrimediabile catastrofe.

Questo fenomeno è spesso accompagnato da preoccupazioni eccessive, depressione e ansia che derivano dallo stress al quale la persona si sottopone per poter essere sempre all’altezza della propria immagine di successo ed evitare di essere etichettata come indegna o incompetente.

Ciò spesso comporta atteggiamenti guidati da forte perfezionismo , elevati livelli di rimuginio (ad esempio, su errori ipotetici possibili che potrebbero essere commessi in futuro) e ruminazione (ad esempio, su errori reali o presunti commessi in passato).

Generalmente, i soggetti affetti da questa sindrome, tendono a “fare” sempre di più per raggiungere standard molto elevati: sono molto ambiziosi, perfezionisti e intransigenti con se stessi. Si impegnano enormemente per colmare le proprie lacune e quindi il divario tra il sé percepito e quello ideale. Naturalmente, questo metodo comporta molta fatica e un grande dispendio di energie: il divario è troppo ampio per essere colmato (probabilmente, è infinito). Questa frustrazione aumenterà la percezione di non essere “mai abbastanza”, innescando un circolo vizioso nella rincorsa di una soddisfazione di sé che è impossibile da raggiungere, appunto perché idealizzata. Il timore di essere scoperti come impostori nutre l’autocritica e l’intransigenza e, di conseguenza, lo stress. Oltre al fatto che, come è risaputo, un’ansia da prestazione troppo elevata influisce negativamente sulla performance. A causa del timore dell’esposizione, infine, la persona potrebbe arrivare ad agire numerosi evitamenti (ad esempio, di specifiche mansioni o sfide lavorative). Questi nel tempo potrebbero condurla a costruire un’esistenza al di sotto delle proprie possibilità, col solo scopo di preservarsi dal rischio dello smascheramento.

Le frasi tipiche: “ho preso il posto perché non c’era nessun altro candidato”; “è stata solo fortuna”; “mi sono laureata ma la facoltà era veramente molto facile”; “chiunque al mio posto avrebbe fatto lo stesso, magari anche di meglio”; “se solo sapessero che in realtà non valgo quanto mi pagano”; “questa volta mi è andata di fortuna, ma la prossima…”; “non merito di essere qui”; “sono un bluff”.









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